7 maggio 2011

AC/DC: Il feeling dell'Hard Rock

L'idea di andare in scena con la divisa da scolaretto gliel'ha data la sorella. Perché da ragazzino lo vedeva tornare da scuola ogni giorno e, senza cambiarsi così come stava, agguantare la sua fedelissima chitarra e scappare a suonare o chiudersi in camera per provare. E così, più o meno dagli anni Settanta, Angus Young tiene alto lo scettro degli Ac/Dc, la più longeva e potente band hard rock, che a breve pubblicherà un nuovo album dal vivo, Live in River Plate. Perché è proprio dal vivo che esplode l'energia della band australiana, nel rapporto col pubblico.

Ci sono poche band che possono dire di aver ottenuto quello che abbiamo ottenuto noi - racconta il cantante Brian Johnson a Repubblica – e non parlo di successo, anche se importante. Parlo del rapporto con la gente, con un pubblico che ci segue e ci ama, che viene ai nostri concerti e ne esce soddisfatto e felice. E parlo dell'amicizia che ci lega. Noi siamo davvero una band, suoniamo insieme, pensiamo insieme, sentiamo insieme tutto quello che facciamo. E questo ci rende diversi dagli altri”.

Mentre Young, che insieme al fratello Malcolm è affiancato oggi da Cliff William e Phil Rudd, e soprattutto dalla voce di Brian Johnson, gli fa eco spiegando in cosa consiste il loro segreto: “È hard rock e basta. Musica diretta, immediata, potente, figlia del rock'n'roll. Quando abbiamo cominciato noi, alla metà degli anni Settanta, il mainstream pop era fatto di canzoni dolci, di chitarre acustiche, di ballate. Sentivamo che mancava qualche cosa, che i ragazzi volevano qualcos'altro, che non c'era solo la voglia di ballare al lume di candela ma anche si saltare per aria, di avere attorno dell'energia. C'era bisogno di un po' di buon hard rock. E lo abbiamo fatto. Del resto non pensa che ce ne sia bisogno ancora oggi? è vero che molte cose sono cambiate, le tecnologie sono diverse, il mondo è diverso, le nuove generazioni sono diverse. Ma i sentimenti, i desideri, sono gli stessi. E l'hard rock non è un genere, ma un feeling".

Più che darsi arie da rocker - basta guardarli, il loro segreto è appunto la capacità di cogliere e sviluppare quel feeling di cui parlano, non certo l'immagine o il 'fisico' da superstar – passati i cinquant'anni gli interessa suonare. E basta: “Noi viviamo per fare musica – conclude Young – certo è ovviamente anche un lavoro, ma non è questa la motivazione principale. Non facciamo dischi perché dobbiamo farli ma quando abbiamo canzoni che ci convincono, quando sentiamo che siamo in grado di emozionare la gente che vuole ascoltarci. E poi se provassimo a fare finta, a non essere noi stessi, non ci riusciremmo nemmeno”.



tratto da www.excite.it

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