3 ottobre 2010

"Clapton" - Recensione

Riconoscere un buon album da uno mediocre è molto più semplice di quello che la gente pensi. Non ci vuole neanche tanta concentrazione o particolari mezzi audio ad alta fedeltà. Un album riuscito spesso "profuma" di buono. Provate ad esempio ad ascoltare l'ultimo album omonimo di Eric Clapton, uscito il 27 settembre. Non hai neanche il tempo di concentrare l'attenzione sul sound che già resti inebriato dalla sulfurea "Traveling Alone", un blues d'apertura che fa girare la testa. Cinque anni dopo Back Home, per fortuna si cambia registro.
Intitolato semplicemente “Clapton”, il diciannovesimo lavoro di Mr. Manolenta contiene una raccolta di quattordici brani tra inediti e cover di pezzi classici tra i quali “Rocking Chair”, scritta da Hoagy Carmichael negli anni ‘20 e registrata la prima volta da Louis Armstrong, e “How Deep Is The Ocean” scritta dal compositore staunitense Irving Berlin.


L'album vanta una serie di collaboratori di prim'ordine come J.J. Cale, Doyle Bramhall II, Derek Trucks, Wynton Marsalis e Allen Toussaint. Registrato senza l'odiosa patina di perfezione sonora del disco precedente, "Clapton" ti trascina senza sosta in molte direzioni: blues, jazz, canzoni d'autore; in questo album non manca nulla. Anzi no. Mancano i virtuosismi nelle parti soliste alla "From the Cradle" e manca tutto ciò che t'aspetti dal buon vecchio Eric. Proprio per questo, a parte la splendida voce, non sembra affatto un album di una superstar. Somiglia, anzi ad una sorta di omaggio ai grandi autori del passato, a tutti i brani che hanno contribuito alla sua formazione artistica.

L'atmosfera calda e rilassata rappresenta di sicuro il punto di forza di quest'album. Un disco pieno di significato, che "profuma" (appunto) di antico. Nell'ascoltarlo senti quasi l'odore di un vecchio vinile malridotto o di una vecchia stratocaster lacerata dal tempo e dalle mode.
Una bella raccolta di brani da ascoltare in salotto, magari sorseggiando un buon cognac e fumando un buon sigaro. Se non siete dei fumatori o degli amanti di bevande "forti" allora lasciate perdere.


di Francesco Giacalone



“Sì, non è ciò che doveva essere. Ed è probabilmente migliore di ciò che doveva essere, ho lasciato che accadesse, in un certo senso. E’ una collezione eclettica di canzoni che non erano in realtà sulla mappa. Sarà una sorpresa per i fan, perché è stata una sorpresa anche per me…”.

Eric Clapton

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