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27 ottobre 2009

Ringo intervistato da Affaritaliani.it

Riportiamo con piacere l'intervista a Dj Ringo tratta da Affaritaliani.it, in cui il DJrock più famoso d'Italia fa un primo bilancio su Virgin, la radio specializzata nella 'musica del diavolo' della quale è il volto principale, ma non solo.

Ringo, come se la passa il rock nell'etere?
"Non ha mai avuto tanta visibilità, e credo che il successo di Virgin Radio abbia influito. Le altre emittenti, vedendo i nostri ascolti altissimi, hanno finalmente capito che il rock alla radio piace al pubblico..."

A parte Virgin, quali altre radio ascolta?
"Se si parla di programmazione musicale, sicuramente LifeGate. Se invece cerco un programma di informazione, mi sintonizzo su Radio 24 per 'La zanzara'".

Novità in vista a Virgin?
"Sì, un nuovo programma pomeridiano, pensato per i più giovani e dove infatti si parlerà di 'nuovo' rock. Il nome ancora non c'è, ma lo condurranno due emergenti, Andrea Rock e Giulia Salvi".

Ma chi è il 'nuovo' Dj Ringo?
"Non credo ci sia. Come in altri ambiti artistici, e mi riferisco ad esempio al cinema, purtroppo manca il ricambio. La verità è che siamo sempre gli stessi!".

Qualche domanda 'extra' radio. E' un grande tifoso del Milan, a quale calciatore rossonero si paragona?
"Premesso che sono scarso col pallone, a livello di stile dico sicuramente Paolo Maldini. Un altro che mi piace tanto, e non solo per il soprannome simile al mio (Ringhio, ndr), è Gattuso. Grande grinta. Se invece si parla di attaccanti, il più grande di tutti è senz'altro Van Basten".

A proposito di Maldini, lei è un suo grande amico. Ma almeno a lei ha detto cosa farà da grande?
"Per ora so che si vuole riposare un po'. Ma in futuro...".

In futuro cosa?
"Io non ti ho detto nulla... ma potrebbe arrivare ai livelli di Platini (attuale Presidente dell'Uefa, ndr)...".

Ha partecipato all'Isola dei Famosi. Tornerebbe ospite in un reality?
"Perché no?! Quell'esperienza durò pochissimo, ma in futuro non mi precludo nulla...".

X Factor sarebbe perfetto per lei...
"No, X Factor no. Non mi piace, sembra il karaoke. E non basta Morgan, che è il solo a dare qualità, a farmelo piacere

di Giordano Brega e Antonio Prudenzano

9 luglio 2009

Shock Rock: Alice Cooper

Alice Cooper è uno tra i personaggi più controversi e discussi nella storia del rock. I suoi concerti sono macabri e cruenti ma, allo stesso tempo, molto spettacolari. Le sue performance live sono famose per le ghigliottine sul palco, bambole impalate, per il pitone (vero) attorcigliato al collo e per il trucco facciale dalle sembianze "macabre". Egli è infatti considerato tra i più importanti esponenti dello shock rock un termine che comprende appunto esibizioni di questo genere.

I suoi testi contengono spesso elementi ispirati dalla narrativa horror; tuttavia, nell'ampia produzione dell'artista si trovano brani sugli argomenti più diversi, inclusi temi di ampio respiro come la libertà di espressione, la religione e i problemi legati alla società statunitense.

È tuttora in piena attività e vanta una carriera quasi quarantennale. La sua musica e la sua presenza scenica hanno avuto un notevole influsso su vari artisti come Rob Zombie, Wasp, Marilyn Manson.

Il genere espresso da Alice Cooper è di difficile catalogazione nel senso che ha spaziato molti stili di rock diversi fra loro nel corso degli anni, ed ha avuto quindi numerose sfaccettature. Il primo periodo della sua carriera presentava un rock contaminato da generi come folk, rock e blues, mentre negli anni settanta e ottanta il suo stile divenne più ruvido con sonorità dure ma sempre conservando aspetti melodici.

Nei primi anni '80, Alice si spinse verso l'hair metal, grazie al successo del genere in questione soprattutto con Motley Crue, Cinderella e Bon Jovi.

Negli anni novanta Alice Cooper ha percorso altri sentieri musicali alla ricerca di un sound più "industrial" e alternative ma negli ultimi lavori nel nuovo millennio sembra ritornare all'hard rock delle origini.

di Francesco Giacalone


29 aprile 2009

Con "Ziggy" Bowie stravolge ogni regola


David Bowie è da considerare uno degli artisti che più hanno utilizzato la propria immagine per scandalizzare e promuovere (non banalmente) la propria musica. In particolare con l'album "Ziggy Stardust and the spiders from Mars" del 1972 Bowie ha fatto conoscere al mondo il Glam Rock.
Il disco è una sorta di piccolo concept album che narra di un mondo sull'orlo dell'apocalisse in cui l'ultimo eroe è un ragazzo divenuto rockstar grazie ad un aiuto extraterrestre (i temi fantascientifici erano di gran moda all'epoca come del resto il primo successo di Bowie qualche anno prima, Space Oddity). Ziggy è l'emblema della rockstar, un "cantante rock di plastica" come lo definiva Bowie, che con la sua ascesa e la sua caduta ripercorre idealmente la parabola della celebrità, dietro la quale si nascondono l'insicurezza e la fragilità dell'artista che, prescindendo dalla figura dell'icona-rock, si riflettono nelle problematiche dell'uomo contemporeaneo, alieno della società, protagonista di una realtà in cui non riesce più ad identificarsi.

Il tutto fu realizzato con l'idea di confezionare un personaggio dal forte impatto sul pubblico: il trucco pesante, i fumettistici costumi colorati e il capello rosso proto-punk diventavano quindi elementi necessari per creare una cornice mistica attorno alla figura di Ziggy, e quindi attorno a Bowie stesso, dato che in quel periodo le due entità erano pressoché indistinguibili.

Dal punto di vista strettamente musicale, l'album è una raccolta di canzoni pop - il primo album più marcatamente pop di Bowie - costellato di successi come l'apocalittica Five Years, la nostalgica Lady Stardust o ancora le energiche Hang On To Yourself e Suffragette City. Troviamo inoltre i primi esempi di brani dotati di una marcata componente teatrale (Rock 'n' Roll Suicide, Moonage Daydream, Ziggy Stardust), in cui Bowie mette a frutto tutta l'esperienza accumulata nei primi anni di carriera nell'ambito del cabaret, del mimo, e delle forme alternative di comunicazione drammaturgica.
Dopo Ziggy Stardust decine di artisti rock si ispireranno al look di David Bowie

di Francesco Giacalone