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2 dicembre 2009

1979 - 2009: The Wall compie trent'anni

Londra - Il 30 novembre del 1979 usciva The Wall, doppio concept-album dei Pink Floyd (ne avevano al loro attivo già uno, Ummagumma), una monumentale opera rock in cui Roger Waters, autore di quasi tutti i brani, raccontava la vicenda di Pink, un personaggio largamente autobiografico - ma anche ispirato dall'ex Floyd Syd Barrett - schiacciato da un'esistenza di alienazione e solitudine, fino a costruire attorno a sé un muro metaforico.

Un disco che avrebbe diviso i fan del gruppo inglese, tra chi lo considera il loro massimo capolavoro, e chi lo ritiene uno sgradito cambio di rotta più che altro commerciale per la band di Animals e The Dark Side of The Moon, che dopo quell'esperienza (le liti durante la registrazione non si contarono) cessò di esistere come quartetto, con l'uscita di Richard Wright.

Caratterizzato da suoni più rock che psichedelici, permeato da violenza (molti i richiami alla guerra, il padre di Waters rimase ucciso ad Anzio nella seconda Guerra Mondiale) e oppressione, l'album ebbe come brano-simbolo "Another brick in the wall" (che è anche il leit-motiv che attraversa il disco), che sbancò le classifiche di mezzo mondo, ma anche classici come "Is there anybody out there?" o "Comfortably numb". Pink, tra drammi personali e successo da rockstar, finisce completamente isolato dal suo 'muro'.

La complessa e simbolica narrazione rese The Wall molto più che un album: sin dai primi ascolti si caratterizzò anche e soprattutto come un'opera destinata a essere vista oltre che ascoltata. Da qui il film Pink Floyd - The Wall (1982), diretto da Alan Parker e interpretato da un allora semisconosciuto Bob Geldof, nel ruolo di Pink. Ma anche e soprattutto un concerto spettacolare (con tanto di muro che veniva edificato e poi crollava), che i Floyd fecero in poche, selezionate città: New York, Los Angeles, Londra e Dortmund. Quei concerti finirono nel doppio live Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981.

The Wall - Live in Berlin, fu invece una performance dal vivo del disco fatta da Waters e da numerose altre rockstar a Berlino il 21 luglio 1990, per ricordare la caduta del muro, quello vero tra est e ovest, otto mesi prima.

A trent'anni di distanza, forse la cifra sonora di The Wall non è più così moderna, ma i messaggi sull'alienazione dell'uomo contemporaneo, e l'inquietudine a tratti angosciosa che lo permea mantengono la loro forza. A prescindere dalle opinioni, The Wall è tra i pochi dischi che possano considerarsi "opera rock", affreschi complessi di un mondo musicale scomparso per sempre. Per questo, trent'anni dopo, si può tranquillamente accomodare nel pantheon dei classici, in compagnia di ben pochi altri dischi, come Tommy dei Who e The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis.


di Patrizio Nissirio (da ansa.it)


11 novembre 2009

La caduta del muro di Waters, vent'anni dopo

The Wall-Live in Berlin è un album di Roger Waters contenente la registrazione dal vivo dell'Opera rock dei Pink Floyd The Wall, eseguita a Berlino, Germania, il 21 luglio 1990, in occasione dell'anniversario della caduta del Muro di Berlino

Tutto nacque quando Roger Waters, intervistato all trasmissione radiofonica In the Studio with Redbeard nel luglio del 1989, disse che The Wall si sarebbe potuto eseguire dal vivo solo in seguito alla caduta del Muro di Berlino. Pochi mesi dopo si assisterà alla caduta del suddetto muro e all'inizio della riunificazione europea. Le intenzioni iniziali di Waters erano di invitare ospiti di fama mondiale, come Peter Gabriel, Bruce Springsteen, Eric Clapton, Joe Cocker e Rod Stewart. Nessuno di loro darà però la disponibilità al progetto.

Esclusa l'ipotesi di un ritorno con i Pink Floyd (guidati dal 1985 dal chitarrista David Gilmour) vengono annunciati i seguenti ospiti: Bryan Adams, The Band, Paul Carrack, Thomas Dolby, Marianne Faithfull, James Galway, Jerry Hall, The Hooters, Cindy Lauper, Ute Lemper, Joni Mitchell, Paddy Moloney, Van Morrison, Sinead O'Connor e gli Scorpions.Il pubblico previsto all'inizio in Potsdamer Platz era di 250.000 persone, anche se prima dello spettacolo la cifra salirà fino a circa 450.000 spettatori.

La performance presenta alcune differenze con la versione originale dell'album. Mother e la seconda parte di Another Brick in the Wall presentano assoli più lunghi eseguiti da vari strumenti, In the Flesh? ha un'introduzione più estesa e Comfortably Numb termina con una nuova esecuzione del ritornello. The show must go on è esclusa, mentre sono presenti What Shall We Do Now? e The Last Few Bricks, quest'ultima più breve rispetto alla versione di dieci anni prima. The Trial viene eseguita come un'opera teatrale, con Thomas Dolby che interpreta il maestro, tenuto sospeso con dei cavi di fronte al muro, Tim Curry, interprete del procuratore, Albert Finney nel ruolo del giudice, Marianne Faithfull della madre e Ute Lemper della moglie. Il concerto è di forte impatto scenico, come dimostrano lo spettacolo pirotecnico dell'apertura, Roger Waters che butta gli oggetti dalla sua stanza nel muro durante One of my turns, I soldati nella seconda parte dello spettacolo e, ovviamente, il crollo del muro al termine di The Trial, in seguito al quale verrà eseguita The Tide is Turnig, incisa da Waters per il suo Radio K.A.O.S.. Il concerto viene trasmesso in diretta per due ore in 52 paesi.