Gli U2 terranno il 5 novembre un concerto gratuito davanti alla Porta di Brandeburgo, a Berlino, in contemporanea con gli Mtv Music Awards. L'evento del 5 novembre giunge quattro giorni prima del ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, simbolo della Guerra fredda che divideva in due la citta'. I biglietti per il concerto (gratuiti) sono già esauriti poichè molti fan si sono immediatamente collegati sui siti www.u2.com e www.mtvema.com per accaparrarsi i ticket . Durante lo show si esibiranno anche Jay-Z e Robbie Williams.
Sono tornati. In forma e più "mastodontici" che mai. Martedì 7 e mercoledì 8 luglio su un palco a forma di ragno metallico chiamato "The Craw" (l' artiglio) gli U2 hanno frantumato tutti i record di capienza di San Siro. Nessuno, nemmeno Vasco Rossi, era mai riuscito a portare settantasettemila persone al Meazza. Dopo quattro anni di assenza il gruppo irlandese è tornato in Italia con due date e un nuovo esperimento: il 360° Tour, un concerto visibile da qualsiasi angolazione dello stadio grazie a un palco aperto che, poco dopo le 21, è esploso in un' onda di luce che si è rovesciata sul pubblico, nello stesso istante in cui la batteria di Larry Mullen introduceva Breathe. «Grazie Milano, grazie Italia - ha detto Bono dopo un poker di pezzi tratto dall' ultimo No line on the horizon - sappiamo che sono tempi duri, la gente è senza lavoro. Non possiamo risolvere nulla ma possiamo darvi la più bella notte della vostra vita. Carpe diem». Poi parte Beautiful day e gli U2, nonostante gli anni assieme (33), ancora una volta, sono in forma eccellente, con un debordante Bono, l' unica rockstar in grado di essere credibile sia quando cita il Magnificat dal Vangelo di Luca (su Magnificent ), che quando conduce le danze nel remix di I' ll go crazy o si lascia andare a una battuta: «Vi piace il nostro palco? È un incrocio tra una nave spaziale e un cactus». La scaletta è sbilanciata sugli ultimi tre dischi (12 pezzi su 22), ma ci sono perle del passato come I still haven' t found what I' m looking for (unita a Stand by me di Ben E. King) The unforgettable fire, Ultraviolet e (addirittura) Party Girl, del 1982 e Bono la canta con accanto la figlia Memphis Eve, che compiva 18 anni. Ancora una volta però, al di là del repertorio e della potenza sonora (un' onda d' urto), la forza degli U2 è sembrata la loro capacità di unire musica, politica e cultura: annunciate da un fascio di luce verde, le parole di Sunday bloody sunday, scritte da Bono nel 1983 per i caduti di Derry, si sono trasformate in un inno per Neda e i ragazzi di Teheran, mentre Walk on è volata in cielo verso l' attivista birmana Aung San Suu Kyi. Ma ci sono stati anche l' omaggio a Michael Jackson con Angel of Harlem (unita a Man in the mirror) e un lungo medley per Martin Luther King in cui Bono ha unito Pride a MLK. Alla fine è arrivato sugli schermi anche l' arcivescovo sudafricano Desmond Tutu a parlare di Africa e malaria, un istante prima che Edge facesse decollare Where the streets have no name oltre gli agognati 80 decibel. Chiusura su With or without you e Moment of surrender con una certezza: in ambito rock nessuno oggi riesce a mettere in scena uno spettacolo di tale imponenza e intelligenza.
FRANCESCO GIACALONE è nato a Mazara del Vallo il 26 marzo 1985 e si è laureato presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell'università La Sapienza di Roma con una tesi dal titolo: "Il ritorno del rock fra nostalgia e interessi" seguita dal prof. Francesco D'Amato stimato sociologo e musicologo italiano. Nel biennio 2008-09 ha seguito il Master in Giornalismo presso la "Eidos Communication". Nel 2011 si è specializzato in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo sempre all'interno dell'ateneo romano.
Dal 2003 ad oggi ha collaborato con Repubblica ed altre testate giornalistiche nazionali e regionali. Attualmente è redattore de Il Telespettatore e La Parabola(entrambe riviste dell'associazione dei telespettatori AIART) e si occupa di critica televisiva e mass media. Ha anche lavorato all'interno delle redazioni del TG di IesTv a Roma e Tele8 a Mazara del Vallo. Negli ultimi anni ha trattato la cronaca nazionale per RomaReporter.it, Newsmagazine.it e per ComunicLab, giornale on-line della facoltà di Scienze della Comunicazione.
Nel 2000 ha iniziato ad interessarsi alla musica (soprattutto rock e blues). E' un cultore della musica e dello stile dei Rolling Stones e collezionista di album e biografie delle grandi star del passato.
ANTONINO BONOMO è nato a Mazara del Vallo il 29 gennaio 1986. Laureato in Lingue Moderne per il Web all'Università di Palermo. Grande appassionato di musica e cinema, comincia a coltivare la sua passione per la chitarra a soli 7 anni ascoltando Brian May e cominciando a collezionare i dischi dei Queen. Inizia a suonare la chitarra a 15 anni da autodidatta, ispirandosi ai suoi primi idoli quali Jimi Hendrix, Carlos Santana, Mark Knopfler e inizia a scoprire ed ascoltare diversi generi musicali.
Trasferitosi a Palermo per completare gli studi superiori, intorno al 2004 inizierà il sodalizio musicale con alcuni compagni di scuola che lo porteranno a formare verso la fine del 2007 il gruppo The Squawker, nel quale attualmente canta e suona la chitarra. A partire da settembre del 2008, la band porterà in giro per i locali palermitani un tributo ai Doors, che verrà successivamente incrementato con brani dei Beatles, Rolling Stones, Eric Clapton, Santana, Jethro Tull, Dire Straits, etc.
Sempre nel 2007, formerà a Mazara un trio grazie al quale debutterà nei locali verso la fine dello stesso anno. Il Jimi Hendrix Tribute Trio porterà avanti il tributo al grande chitarrista fino a novembre 2008, suonando in vari locali mazaresi, facendo anche qualche tappa a Palermo. A partire dall'estate 2008, il trio si trasforma in un quartetto, The Slowhands, nel quale il repertorio si arricchisce dei brani di Eric Clapton, The Who, Simon and Garfunkel, David Bowie, etc.
Coltivando negli ultimi anni una grande passione per il Jazz, dal 2007 al 2009 frequenta il Brass Group di Palermo, scuola europea di musica jazz, presso la quale sarà allievo dei maestri Lorenzo Colella, Giuseppe Di Giorgio, Sergio Munafò, Salvatore Pizzurro, Rita Collura e Giovanni Calderone. Frequenta diverse classi di musica d'insieme della stessa scuola, con le quali partecipa ai saggi di fine anno. Con lo studio del blues, jazz, fusion e progessive, si ispira allo stile dei grandi chitarristi jazz-fusion, quali Pat Metheny, Robben Ford, John Scofield, John McLaughlin, Joe Pass e altri ancora.
Già da qualche anno colleziona Dvd, LP e biografie dei grandi artisti della musica e del cinema, scrivendo in proprio articoli e recensioni.